Lavoro: i titoli di studio che le aziende faticano a trovare nel 2024

Sono i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, i diplomati del sistema moda, qualificati nell’indirizzo legno, i titoli di studio più difficili da trovare dalle aziende, con tassi di irreperibilità anche del 70%.
A quanto emerge dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Su un totale di 5,5 milioni di assunzioni, programmate per il 2024 dalle imprese dell’industria e dei servizi, l’80% riguarda titoli come ITS Academy, diplomi, lauree e IeFP (istruzione e formazione professionale). 
In dettaglio, 772mila figure professionali con un titolo terziario, di cui 691mila laureati e 81mila diplomati ITS Academy. Inoltre, quasi 1,4 milioni diplomati tecnico-professionali ricercati, cui si aggiungono, oltre 145mila liceali, e 2,1milioni i diplomati IeFP.

Gli indirizzi di laurea più ricercati

L’indirizzo economico è il corso di laurea più richiesto dalle imprese, con 205mila profili ricercati. Seguono i diversi indirizzi di ingegneria, per una richiesta complessiva di 143mila entrate (47mila ingegneria industriale, 43mila civile, 34mila elettronica/dell’informazione, quasi 19mila altri).
Tra gli altri indirizzi più richiesti, insegnamento e formazione (111mila), e sanitario/paramedico (55mila).
Una quota della domanda è riservata anche a laureati all’ambito scientifico/informatico (39mila) e chimico-farmaceutico (28mila). 

In un caso su due la ricerca di laureati da inserire in azienda presenta difficoltà, corrispondente a 352mila figure difficili da trovare. 
Il maggiore gap tra domanda e offerta emerge per i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, nell’indirizzo sanitario/paramedico, medico-odontoiatrico e statistico.

I diplomati introvabili

Le imprese incontrano difficoltà anche nel reperire diplomati: sono difficili da trovare il 48,7% dei diplomati quinquennali tecnico-professionali e il 30,2% dei profili legati alla formazione liceale.
Negli ambiti dei diplomi tecnico-professionali, condividono difficoltà di reperimento superiori al 60% le ricerche delle imprese di diplomati nel sistema moda, in meccanica, meccatronica ed energia, in elettronica ed elettrotecnica e in costruzioni, ambiente e territorio. A poca distanza (55%) i diplomati in turismo, enogastronomia e ospitalità, e in informatica e telecomunicazioni. 

L’indirizzo ristorazione, con quasi 443mila assunzioni programmate, concentra oltre un quinto della domanda di profili IeFP, mentre sono 256mila le richieste per l’ambito formativo servizi e sistemi logistici, e 241mila per l’indirizzo IeFP meccanico.

Invecchiamento demografico: uno dei fattori più rilevanti

“La difficoltà di reperimento delle persone rappresenta un serio problema per il sistema produttivo nazionale – sottolinea Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere -. In questo scenario, l’invecchiamento demografico sarà uno dei fattori più rilevanti nell’intensificare il mismatch nei prossimi anni. Per farvi fronte serve un mix di interventi dedicati: orientamento ai giovani, miglior dialogo scuola-impresa e una strategia nazionale per trattenere e valorizzare i giovani talenti, premiandone le competenze e soddisfacendone le legittime aspirazioni”. 

Black Friday 2024 all’insegna di entusiasmo e frenesia

Gli italiani vivano male il periodo del Black Friday. Sopraffatti dalle tante promozioni, spesso si lascino sfuggire buoni affari.
Lo rileva una ricerca di Honor: il 77% del campione non sa resistere alle offerte, tanto che la metà degli italiani intervistati aspetta con ansia il momento del Black Friday.

Questo entusiasmo porta molti a voler adottare strategie ‘creative’, come l’utilizzo di più indirizzi e-mail per massimizzare i codici sconto e le offerte.
Il 51%, ad esempio, utilizza fino a 4 schede di navigazione nella ricerca delle offerte migliori, mentre il 43% ammette di possedere tre o più indirizzi e-mail nel tentativo di accaparrarsi le offerte più vantaggiose, trascorrendo in media quasi 3 ore di navigazione tra i siti.

Svegli fino a mezzanotte per accaparrarsi gli sconti anticipati

Sebbene in molti facciano acquisti durante il Black Friday e il Cyber Monday, solo il 35% pianifica gli acquisti in anticipo, mentre il 17% utilizza siti di comparazione prezzi per assicurarsi le offerte migliori.
Ma a molti acquirenti sfuggono alcuni trucchi fondamentali che potrebbero semplificare i processi di acquisto.

Ad esempio, meno del 10% crea in anticipo account presso i principali rivenditori, un modo sicuro per semplificare il processo di checkout quando le offerte vengono lanciate.
E solo il 15% rimane sveglio fino a mezzanotte per accaparrarsi gli sconti anticipati, una strategia che consente di evitare di perdere gli articoli più popolari che si esauriscono rapidamente. 

Il crash del dispositivo

Tutti questi accorgimenti da soli però non sono sufficienti. È fondamentale assicurarsi che la tecnologia sia pronta a supportare gli utenti nella ricerca al miglior affare. Al contrario, quasi la metà degli intervistati segnala un crash del dispositivo durante la ricerca delle offerte, mentre uno su sei ha problemi di lentezza dei dispositivi.

“Gli acquirenti spesso si sentono sopraffatti dalla mole di offerte, ritrovandosi con un numero spropositato di promozioni che richiedono una grande quantità di tempo e pazienza per essere visionati – dichiara Roger Liyun, General Manager di Honor Italia -. Inoltre, quando si tratta di trovare le migliori offerte durante il Black Friday, avere device in grado di supportarci è fondamentale”. 

Con l’AI cercare le offerte è più facile

Progettato per migliorare l’esperienza di shopping grazie alle sue capacità multitasking e a prestazioni affidabili, Honor Magic V3 offre una soluzione in grado di offrire il giusto supporto a chi naviga su più dispositivi e tra tante schede.

Infatti, la ricerca di offerte è ancora più facile con Magic Portal, la funzione dotata di AI che anticipa le intenzioni e le esigenze degli acquirenti, poiché in grado di rilevare quando si sta navigando sul web per trovare i migliori sconti, fornendo un accesso rapido a più app/siti di vendita al dettaglio.

Mutui immobiliari: le 5 paure più diffuse

Nel 2023 molti italiani hanno rinunciato ad acquistare una casa, probabilmente per l’aumento dei tassi, l’inflazione e la riduzione delle risorse economiche, ma anche, semplicemente, per timore di chiedere un mutuo. Le compravendite immobiliari sono infatti calate del 10%.
Facile.it ha redatto una beve guida per evitare gli errori più comuni, e superare le paure più diffuse degli aspiranti mutuatari.

E la prima è quella di non riuscire a ottenere il mutuo nel caso la banca rifiuti la richiesta.
Il consiglio è di non fermarsi alla prima banca: ogni istituto di credito applica politiche diverse in materia di concessione del finanziamento, e confrontare più banche è un ottimo modo di iniziare il percorso verso il mutuo.

Meglio tasso fisso o variabile?

La scelta del tasso (fisso, variabile, misto, con cap, ecc.) può sembrare complessa. La prima considerazione è che, in assoluto, non esistono soluzioni giuste o sbagliate, la scelta va presa in funzione delle caratteristiche di ciascuno. Sebbene al momento attuale i tassi fissi siano nettamente più vantaggiosi rispetto a quelli variabili, non è detto che in futuro le cose non possano cambiare.
Qualora si dovesse cambiare idea dopo aver sottoscritto il finanziamento, o dovessero cambiare le condizioni di mercato, si può sempre provare a rinegoziare il mutuo tramite un accordo con la propria banca o a surrogare, spostandolo presso un altro istituto di credito.

Devo indebitarmi a vita?

La durata del mutuo è un aspetto a cui fare molta attenzione perché determina il peso della rata mensile e gli interessi che graveranno sul finanziamento. Anche in questo caso, non esiste una scelta giusta o sbagliata in assoluto. Il consiglio è identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze, tenendo in considerazione che all’aumentare della durata del mutuo, gli interessi complessivi cresceranno e le rate mensili caleranno, viceversa, più sarà corto il finanziamento, meno interessi si pagheranno, ma l’esborso mensile sarà più alto.
Come per la scelta del tasso, rimane valida la possibilità di rinegoziare o surrogare il finanziamento, variando così la durata.

E se la rata sale troppo? Oppure non riesco più a pagarla?

La possibilità che la rata cambi durante il piano di ammortamento riguarda solo il tasso variabile. Di fronte a un aumento importante del peso della rata le soluzioni sono due: allungare il piano di finanziamento o provare a cambiare banca, cercando soluzioni più convenienti attraverso la surroga.

Ma poiché le banche non sono obbligate a concedere una rinegoziazione o la surroga, bisogna evitare di bussare all’istituto di credito quando si è già con l’acqua alla gola.
Può anche accadere che nel corso del piano di ammortamento si presenti un evento inaspettato, come un licenziamento. Diverse banche offrono insieme al mutuo servizi accessori, come la possibilità di sospendere il rimborso delle rate per un periodo determinato. Oppure, si può valutare la sottoscrizione di una polizza che tuteli in caso di perdita di lavoro, infortunio o decesso.

Fondo mutui prima casa: garanzie per under 36 e famiglie prorogate al 2027 

Sostenere l’accesso al credito immobiliare da parte dei giovani e delle famiglie è l’obiettivo del Fondo di garanzia mutuo prima casa, istituito nel 2013 e gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto importanti proroghe e rafforzamenti a questa misura. Le agevolazioni, inizialmente previste con scadenza al 2025, sono ora prorogate fino al 2027, con un rifinanziamento complessivo di 670 milioni di euro ripartito su tre anni.

In particolare, sono stati stanziati 130 milioni di euro per il 2025 e 270 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi fino al 2027.

Per alcune categorie di contribuenti garanzia estesa fino all’80%

La proroga del Fondo, inoltre, introduce condizioni vantaggiose per alcune categorie di cittadini che rientrano nei requisiti per l’accesso prioritario al mutuo agevolato.
In via ordinaria, il Fondo di garanzia mutuo prima casa può coprire fino al 50% dell’importo per mutui ipotecari destinati all’acquisto o alla ristrutturazione della prima casa, con un limite massimo di 250 mila euro.

Tuttavia, specifiche categorie di contribuenti, tra cui giovani coppie, nuclei monogenitoriali con figli minori e giovani under 36 con redditi sotto i 40 mila euro annui, potranno beneficiare di una garanzia estesa fino all’80% del valore del mutuo.
Anche i conduttori di alloggi di proprietà degli istituti autonomi per le case popolari potranno accedere a questa garanzia ampliata, che permette un sostegno significativo per chi desidera acquistare la prima abitazione.

Copertura fino al 90% per i nuclei con più di cinque figli

In aggiunta alle categorie prioritarie, la manovra introduce anche livelli di garanzia più elevati per i nuclei familiari numerosi. La copertura del Fondo potrà raggiungere l’85% per le famiglie con quattro figli di età inferiore ai 21 anni e un ISEE non superiore a 45mila euro, e fino al 90% per i nuclei con cinque o più figli e ISEE fino a 50mila euro.

I nuclei con tre figli di età inferiore ai 21 anni e ISEE non superiore a 40 mila euro, invece, potranno contare su una garanzia fino all’80%.

Un supporto concreto alle fasce più vulnerabili della popolazione

Questa nuova fase del Fondo di garanzia per il mutuo prima casa, con il sostegno finanziario e le agevolazioni prorogate fino al 2027, mira a offrire un supporto concreto ai giovani e alle famiglie italiane, promuovendo l’accesso all’abitazione e migliorando la sicurezza economica per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Edilizia sostenibile: cosa pensano i cittadini globali e italiani?

Comprendere le evoluzioni e i fattori chiave da attivare per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile in Italia e nel mondo è l’obiettivo del Barometro della Costruzione Sostenibile 2024, condotto dall’istituto di ricerca Csa su professionisti, studenti, rappresentanti eletti e membri di associazioni di 22 Paesi, tra cui l’Italia.
Per il 95% dei partecipanti l’implementazione di un’edilizia più sostenibile è questione importante o prioritaria. Un livello di urgenza condiviso da tutti gli attori, indipendentemente dalla regione geografica.

Allo stesso tempo, la comprensione dell’edilizia sostenibile sembra spesso limitata alle questioni ambientali. La sua definizione è ancora in gran parte associata all’edilizia ‘green’, con una definizione direttamente legata all’efficienza energetica degli edifici (42%) e al raggiungimento della neutralità carbonica (33%). Resilienza e comfort degli occupanti sono considerate secondarie. 

Cresce la consapevolezza

Complessivamente, la consapevolezza è alta: l’87% degli intervistati su scala globale dichiara di essere familiare con l’edilizia sostenibile (+5% vs 2023), il 68% afferma di essere sufficientemente informato, ma il 20% non ne ha mai sentito parlare.

Sono quindi ancora necessari sforzi educativi, in particolare tra i rappresentanti eletti, il 45% dei quali dichiara di non averne mai sentito parlare.
La maggior parte degli stakeholder di tutti i Paesi (87%) concorda poi sul fatto che ‘dobbiamo fare di più’ in termini di edilizia sostenibile, anche se l’aspirazione allo status quo sta crescendo (9%, +4%).

Le azioni prioritarie

Tra le azioni prioritarie da intraprendere per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile è cruciale sensibilizzare l’opinione pubblica su costo percepito e competitività dei materiali, puntando sulla cooperazione di tutti gli attori.
D’altra parte, il ruolo delle iniziative pubbliche rimane sottovalutato. Inoltre, la ristrutturazione energetica sembra essere più una priorità nei Paesi con un parco edilizio ben consolidato rispetto ai Paesi che danno priorità ai programmi di nuova costruzione per ospitare una popolazione in crescita.

Ma il 92% dei professionisti del settore ritiene che l’edilizia sostenibile costituirà tutto o parte del loro business nei prossimi 5 anni.
Gli studi di architettura e le società di ingegneria sono in cima alla lista dei soggetti più spesso citati per promuovere l’edilizia sostenibile (55%).

In Italia è prima di tutto una questione di efficienza energetica

Il 98% degli intervistati in Italia è familiare con l’edilizia sostenibile, e il 42% pensa che il suo obiettivo prioritario sia la protezione dell’ambiente. Per l’8% è la salute degli abitanti e per il 2% la resistenza ai rischi climatici. A riprova di questo, il 63% (42% globale) identifica l’edilizia sostenibile con le costruzioni energeticamente efficienti.

Tra i soggetti ritenuti più idonei a sviluppare l’edilizia sostenibile, riporta Adnkronos, spiccano architetti e studi di ingegneria (77%).Tra le azioni che dovrebbero essere attuate in via prioritaria per accelerarne lo sviluppo, accanto a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica (36%) appare aumentare gli aiuti pubblici ai privati (35%). E con il 24%, al terzo posto, migliorare la competitività dei materiali, prodotti e soluzioni sostenibili.

Qual è il rapporto tra utenti e tecnologia? 

In un mondo sempre più connesso, il rapporto tra utenti e tecnologia diventa cruciale per comprendere come garantire un ambiente digitale sicuro. Secondo un’indagine condotta da WIN – Worldwide Independent Network of Market Research, in collaborazione con BVA Doxa, è emersa una crescente preoccupazione riguardo alla tutela della privacy e all’uso dei dati personali.

Lo studio ha coinvolto 33.866 persone provenienti da 39 paesi, compresa l’Italia, e ha permesso di ottenere un quadro globale della situazione.

La condivisione dei dati preoccupa

In Italia, il 47% degli intervistati esprime preoccupazione per la condivisione delle proprie informazioni personali online. I dati finanziari risultano essere i più sensibili, con il 52% degli italiani preoccupati per la loro protezione, un dato che aumenta al 55% tra le donne. La geolocalizzazione, invece, sembra suscitare meno ansia, preoccupando solo il 38% degli intervistati.

A livello globale, il 45% degli intervistati condivide lo stesso timore, con paesi come Brasile e Corea del Sud che registrano livelli più alti di preoccupazione rispetto a regioni come la Malesia o la Palestina, dove la percezione del rischio è inferiore.

L’impatto dei social network

Anche l’uso dei social network è visto con sospetto. In Italia, il 54% degli intervistati ritiene che un uso eccessivo dei social rappresenti un rischio per la qualità della vita, un dato che si conferma uniforme tra diverse fasce di età e genere.

Questa percezione è condivisa anche a livello globale, con il 57% degli intervistati in Europa e nella regione MENA che si sente oppresso dai social. Al contrario, solo il 18% degli utenti africani esprime questa preoccupazione, evidenziando una forte differenza tra regioni.

Sicurezza dei dati: un problema che coinvolge tutti

La consapevolezza degli italiani riguardo alla gestione dei dati personali rimane bassa: solo il 30% dichiara di avere una comprensione chiara di cosa accade ai propri dati una volta condivisi. Questo riflette un problema più ampio a livello globale, dove meno di un quarto degli intervistati afferma di comprendere appieno il trattamento dei dati.

In Italia, il 78% degli intervistati ha subito almeno una violazione della sicurezza online, con quasi la metà vittima di tentativi di phishing e il 14% che ha sperimentato frodi con la carta di credito.

Intelligenza Artificiale, ancora poco conosciuta

Nonostante la crescente presenza dell’intelligenza artificiale (IA), solo il 21% degli italiani dichiara di avere una buona conoscenza del tema, con una maggiore consapevolezza tra i più giovani (33% tra gli under 24). A livello globale, la comprensione dell’IA varia considerevolmente, con le Americhe e la regione APAC che mostrano i livelli più alti di familiarità con questa tecnologia.

Vacanze 2024: gli stranieri premiano i ristoranti italiani, prenotazioni a +6,4%

TheFork, la piattaforma per le prenotazioni online di ristoranti, nei mesi di giugno, luglio e agosto ha registrato un aumento significativo delle prenotazioni rispetto all’estate 2023. Agosto, in particolare, ha rappresentato il mese con il maggior numero di prenotazioni, con la settimana di Ferragosto che ha visto il picco massimo rispetto ai due anni precedenti. Un trend positivo dettato sia dalla stagionalità sia da una generale ripresa del settore.

In attesa dell’appuntamento annuale dei TheFork Awards, durante i quali verranno premiate le migliori novità della ristorazione italiana degli ultimi 12 mesi, ha poi rivelato le tendenze del settore protagoniste dell’estate appena trascorsa.

Viva la cena (fuori) del sabato sera

Sono sempre di più i clienti che preferiscono prenotare online il ristorante, tanto che quest’estate TheFork ha registrato un record storico di nuovi utenti.
Sicuramente, la presenza di recensioni verificate, foto, menu e classifiche come la Top 100 hanno aiutato a scegliere il ristorante in vacanza, e a prenotarlo in pochi clic senza avere alcun tipo di ostacolo linguistico.

In ogni caso, durante i mesi estivi, gli utenti di TheFork hanno preferito optare per la cena (82%), rispetto a un pranzo.
I giorni preferiti per mangiare fuori? Sono stati il sabato (23%), la domenica e il venerdì (entrambi al 16%).

La cucina tipica italiana è sempre la preferita

Quanto ai tempi di prenotazione, il 44% degli utenti ha prenotato con meno di 4 ore di anticipo, mentre il 17% ha pianificato la propria uscita con oltre 3 giorni di anticipo.

Ma quanto hanno speso i turisti per mangiare fuori? La spesa media per coperto ha visto il 59% degli utenti spendere tra i 25 e i 50 euro, mentre solo il 4% ha speso più di 50 euro. I ristoranti più scelti? Sono stati quelli di cucina tipica italiana (31%), seguiti dalla cucina mediterranea (13%), dalle pizzerie (12%) e dai ristoranti di pesce (8%).

Venezia la più scelta dai turisti stranieri 

Per quanto riguarda il turismo nazionale, il 19% delle prenotazioni nei tre mesi estivi è stato eseguito da utenti italiani, con un aumento del +7,5% rispetto al 2023. Ad agosto, questa percentuale è salita al 21%, con il Sud e le Isole in cima alla classifica, grazie a regioni come la Puglia e la Calabria, rispettivamente con il 30% e il 33% di turisti nazionali.
Le prenotazioni internazionali, invece, sono aumentate del 6,4%, con Venezia tra le preferite dai turisti esteri.

Ma in generale, le regioni che hanno registrato il maggior numero di prenotazioni nei mesi estivi del 2024 sono state Lombardia, Lazio, Toscana, Sicilia e Campania. E anche nel solo mese di agosto, queste regioni hanno mantenuto il primato.
Le città con più prenotazioni? Roma, Milano, Firenze, Napoli e Torino, tutte in crescita rispetto ad agosto 2023.

Privacy e sicurezza: è vero o falso che i cellulari ci spiano?

È vero o falso che gli smartphone ci spiano ascoltando le nostre conversazioni telefoniche? A chi non è capitato di parlare al telefono di un argomento con qualcuno e poco dopo vedere apparire sui social annunci pubblicitari proprio su quel tema?

“Ogni giorno, senza rendercene conto, condividiamo e consumiamo enormi quantità di dati online, e questo scambio tra dispositivi avviene costantemente in background – dichiara Cesare D’Angelo, General Manager Italy & Mediterranean di Kaspersky -. Tuttavia, prestiamo attenzione solo quando l’argomento è molto specifico o personale, come un viaggio in una destinazione insolita o un prodotto particolare.  In questi casi, sembra che il nostro smartphone abbia ascoltato le nostre conversazioni, ma in realtà si tratta semplicemente di un sofisticato sistema di tracciamento e analisi delle nostre attività digitali”.

Secondo Kaspersky, l’idea che i nostri smartphone ci ascoltino è dovuta a due fattori, il tracciamento delle abitudini online e lo scambio di informazioni tra dispositivi vicini.

Niente di personale, è una questione di tracciamento

Quando si naviga su Internet, ogni sito visitato, prodotto cercato, recensione scritta e contenuto preferito sui social, nonché la posizione registrata tramite il GPS del dispositivo, vengono tracciati. Queste informazioni consentono alle aziende di conoscere meglio i nostri interessi e le nostre preferenze, così da proporre suggerimenti personalizzati.

Ad esempio, se si cercano sentieri escursionistici, non sarà insolito vedere annunci pubblicitari di viaggi in destinazioni popolari per l’escursionismo, anche se non si è cercata specificamente quella destinazione.

Cos’è il proximity data sharing?

Il motivo per cui i cellulari ascoltano le nostre conversazioni è la loro capacità di condividere preferenze tra dispositivi vicini.
Nota come ‘proximity data sharing’, questa funzione consente lo scambio di informazioni tra device sulle abitudini di acquisto, migliorando così la personalizzazione delle offerte online.

È importante notare che questi scambi di dati non sono associati a persone specifiche, ma al dispositivo o all’IP collegato, quindi, tecnicamente, ciò che viene condiviso sono metadati, che non consentono l’identificazione dell’utente.
Ma per evitare che le nostre preferenze possano essere tracciate e proteggere la nostra privacy, Kaspersky consiglia alcuni semplici passi.

Come proteggersi da “occhi indiscreti”

Anzitutto controllare le autorizzazioni delle app, verificando quali hanno accesso ai dati sensibili e disattivando le funzionalità considerate invasive. Come, ad esempio, cronologia di navigazione o abitudini di consumo. Oppure, utilizzare la modalità in incognito, che permette di nascondere semplicemente la cronologia di navigazione e non memorizzare le informazioni sulle pagine visitate, i cookie, le password e così via.

Bloccare i web tracker utilizzando programmi ed estensioni speciali che impediscono il tracciamento delle attività online, anche sui social, e forniscono un elenco di tutti i tracker bloccati per impostazione predefinita.
E per chi si connette a reti Wi-Fi pubbliche o poco sicure, usare una VPN affidabile protegge i dati personali da occhi indiscreti, riducendo significativamente i rischi di essere tracciati.

Intelligenza artificiale: una tecnologia dall’impatto significativo che divide le opinioni della popolazione mondiale

Cosa pensano i cittadini di tutto il mondo delle opportunità, ma anche dei rischi, connessi alla grande novità tecnologica di questi tempi, l’Intelligenza artificiale?

L’ultimo Ipsos AI Monitor, che ha esplorato l’evoluzione degli atteggiamenti nei confronti dell’Intelligenza artificiale, nonché il suo impatto futuro e come potrebbe plasmare il mondo di domani, ha rilevato come a livello internazionale le persone mostrino di essere entusiaste, ma allo stesso tempo, preoccupate per l’Intelligenza artificiale.

Il 53% degli intervistati globali si dichiara infatti entusiasta dei prodotti e dei servizi che utilizzano l’AI, mentre il 50% afferma che l’Intelligenza artificiale li rende nervosi.

Sentiment diviso tra entusiasmo e preoccupazione. Ma l’Asia è più ottimista dell’Europa

L’Ipsos AI Monitor, giunto alla sua terza edizione annuale, ha condotto un’analisi approfondita anche riguardo le aree in cui l’Intelligenza artificiale avrà un impatto più significativo e le prospettive future.

Se i risultati dell’indagine mostrano una popolazione internazionale divisa tra entusiasmo e preoccupazione, a livello geografico l’Asia risulta essere l’area più ottimista sull’utilizzo dell’AI, mentre i Paesi anglosassoni e l’Europa si distinguono per un maggiore scetticismo.

Gli esseri umani sono considerati più inclini a discriminare rispetto l’AI

In ogni caso, in 29 Paesi sui 32 intervistati da Ipsos, un maggior numero di persone pensa che gli esseri umani siano più propensi a discriminare gli altri rispetto all’AI.
Solo in Irlanda prevale la fiducia nelle persone rispetto all’Intelligenza artificiale in termini di discriminazione. 

In media, il 37% degli intervistati a livello globale teme poi che l’AI amplificherà la disinformazione online, mentre il 30% ritiene che la ridurrà. In particolare, in Svezia, Australia e Nuova Zelanda la maggioranza delle persone è pessimista su questo fronte.

L’AI ruberà il lavoro o lo migliorerà?

Non sorprende che il livello di conoscenza e competenza risguardo l’Intelligenza artificiale sia più alta tra la generazione più giovane. Di fatto, se il 67% delle persone nei 32 Paesi considerati dalla ricerca dichiara di avere una buona conoscenza dell’AI, questa percentuale aumenta al 72% tra la Generazione Z e al 71% tra i Millennials, mentre si abbassa al 58% tra i Baby Boomers.

Sul tema lavoro e professione le persone sono più propense a credere che l’AI migliorerà il loro lavoro. Il 37% è convinto infatti che l’Intelligenza artificiale migliorerà la propria occupazione, rispetto al 16% che, al contrario, si aspetta un peggioramento.
Tuttavia, il 36, soprattutto tra i più istruiti, pensa che l’AI sostituirà il proprio lavoro nei prossimi anni.

Mutui: nel I semestre 2024 domanda in crescita del 3,4%

Nel I semestre 2024 le richieste dei mutui segnano un +3,4% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, valore che continua a essere influenzato dal fenomeno delle surroghe, in crescita del +6,4% nel I trimestre 2024 rispetto al I trimestre 2023.
Anche l’importo medio subisce una leggera crescita (+1,0%), con un valore complessivo di 145.687 euro.

I primi mesi dell’anno sono stati quindi caratterizzati da una progressiva crescita della domanda dei mutui immobiliari da parte delle famiglie italiane. E l’andamento positivo delle richieste è andato di pari passo con il taglio dei tassi di interesse da parte della BCE.
Emerge dall’analisi del Barometro CRIF basato sul Sistema di Informazioni Creditizie EURISC.

A giugno il valore arriva al 5,8%

Guardando al solo mese di giugno le richieste di mutuo arrivano a un valore del 5,8%, secondo valore massimo del semestre dopo il picco raggiunto a marzo.

La dinamica positiva è confermata anche se guardiamo al solo mese di giugno con un aumento del +3,0%.
“La domanda di mutui nei primi mesi dell’anno è stata influenzata positivamente dall’offerta di mutui a tasso fisso sempre più competitiva, che in particolare ha favorito le surroghe, e che unitamente alle prospettive di riduzione dei tassi, dovrebbe infondere maggiore stabilità e sicurezza alle famiglie nel programmare spese a lungo termine”, commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

La direttiva “casa green” condizionerà il mercato

Un elemento che in prospettiva condizionerà ulteriormente lo sviluppo del mercato è la direttiva ‘case green’, approvata dal Parlamento Europeo lo scorso marzo. La direttiva pone obiettivi di efficientamento degli immobili per il 2035, con target intermedi da raggiungere nel 2030.

“Inoltre, – continua Capecchi – nei prossimi mesi, per effetto della dinamica di crescita, si potrebbe registrare un leggero aumento dei rischi di insolvenza, ma in una dinamica sostanzialmente accettabile”.

Fasce di importo, durata e classi di età

Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, nel I semestre del 2024 le richieste di mutuo per importi compresi tra 100.000 e 150.000 euro raccolgono le principali richieste con oltre il 30% del totale, a cui segue la fascia 150.000-300.000 euro con il 27,4%.
Dall’analisi della distribuzione delle richieste per durata, emerge che la classe più vivace è quella tra i 25–30 anni, con il 37,3% del totale.

Nel complesso, 8 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori a 15 anni, a conferma della propensione delle famiglie a privilegiare soluzioni diluite nel tempo.
Per quanto riguarda la classe di età, le fasce 25-34 e 35-44 anni rappresentano il 61,2%, seguite dal range 45-54 anni, con il 23,2%, mentre gli over 55 raccolgono l’11,7%.