Comprendere le evoluzioni e i fattori chiave da attivare per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile in Italia e nel mondo è l’obiettivo del Barometro della Costruzione Sostenibile 2024, condotto dall’istituto di ricerca Csa su professionisti, studenti, rappresentanti eletti e membri di associazioni di 22 Paesi, tra cui l’Italia.
Per il 95% dei partecipanti l’implementazione di un’edilizia più sostenibile è questione importante o prioritaria. Un livello di urgenza condiviso da tutti gli attori, indipendentemente dalla regione geografica.
Allo stesso tempo, la comprensione dell’edilizia sostenibile sembra spesso limitata alle questioni ambientali. La sua definizione è ancora in gran parte associata all’edilizia ‘green’, con una definizione direttamente legata all’efficienza energetica degli edifici (42%) e al raggiungimento della neutralità carbonica (33%). Resilienza e comfort degli occupanti sono considerate secondarie.
Cresce la consapevolezza
Complessivamente, la consapevolezza è alta: l’87% degli intervistati su scala globale dichiara di essere familiare con l’edilizia sostenibile (+5% vs 2023), il 68% afferma di essere sufficientemente informato, ma il 20% non ne ha mai sentito parlare.
Sono quindi ancora necessari sforzi educativi, in particolare tra i rappresentanti eletti, il 45% dei quali dichiara di non averne mai sentito parlare.
La maggior parte degli stakeholder di tutti i Paesi (87%) concorda poi sul fatto che ‘dobbiamo fare di più’ in termini di edilizia sostenibile, anche se l’aspirazione allo status quo sta crescendo (9%, +4%).
Le azioni prioritarie
Tra le azioni prioritarie da intraprendere per accelerare lo sviluppo dell’edilizia sostenibile è cruciale sensibilizzare l’opinione pubblica su costo percepito e competitività dei materiali, puntando sulla cooperazione di tutti gli attori.
D’altra parte, il ruolo delle iniziative pubbliche rimane sottovalutato. Inoltre, la ristrutturazione energetica sembra essere più una priorità nei Paesi con un parco edilizio ben consolidato rispetto ai Paesi che danno priorità ai programmi di nuova costruzione per ospitare una popolazione in crescita.
Ma il 92% dei professionisti del settore ritiene che l’edilizia sostenibile costituirà tutto o parte del loro business nei prossimi 5 anni.
Gli studi di architettura e le società di ingegneria sono in cima alla lista dei soggetti più spesso citati per promuovere l’edilizia sostenibile (55%).
In Italia è prima di tutto una questione di efficienza energetica
Il 98% degli intervistati in Italia è familiare con l’edilizia sostenibile, e il 42% pensa che il suo obiettivo prioritario sia la protezione dell’ambiente. Per l’8% è la salute degli abitanti e per il 2% la resistenza ai rischi climatici. A riprova di questo, il 63% (42% globale) identifica l’edilizia sostenibile con le costruzioni energeticamente efficienti.
Tra i soggetti ritenuti più idonei a sviluppare l’edilizia sostenibile, riporta Adnkronos, spiccano architetti e studi di ingegneria (77%).Tra le azioni che dovrebbero essere attuate in via prioritaria per accelerarne lo sviluppo, accanto a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica (36%) appare aumentare gli aiuti pubblici ai privati (35%). E con il 24%, al terzo posto, migliorare la competitività dei materiali, prodotti e soluzioni sostenibili.