Nel 2026 le tariffe di telefonia mobile di principali operatori vedranno rincari fino a 60 euro l’anno. Poiché i prezzi rivolti ai nuovi clienti sono rimasti stabili, può essere il momento giusto per guardarsi intorno e identificare la tariffa più adatta alle proprie esigenze. Ma come fare a non finire dalla padella alla brace?
Facile.it consiglia, anzitutto, di leggere attentamente i dettagli dell’offerta che si sta sottoscrivendo. Quest’ultima potrebbe, infatti, avere durata limitata al periodo della promozione. Inoltre, l’operatore potrebbe applicare eventuali costi di recesso qualora si decida di cambiare prima della scadenza dell’offerta.
La prima strategia per risparmiare, comunque, è quella di scegliere un operatore unico per la telefonia fissa e mobile.
Alcune compagnie offrono sconti fino al 15%.
I rischi delle sottoscrizioni vincolate
Se poi non si ha l’esigenza di assistenza fisica in negozio, meglio optare per un operatore cosiddetto “virtuale” potrebbe far risparmiare fino al 25% del costo mensile (e ottenere una quantità elevata di GB in traffico dati).
Così è anche per le SIM: oltre a quelle tradizionali oggi sono disponibili anche schede SIM virtuali. Alcuni operatori legano a esse tariffe particolarmente allettanti, ma attenzione, perché richiedono device specifici: non funzionano su tutti i tipi di smartphone.
E occhio alle tariffe che potrebbero essere vincolate alla sottoscrizione di abbonamenti a PayTv o all’acquisto di smartphone.
Anche questa formula consente di risparmiare, ma attenzione al rischio dei ‘doppi abbonamenti’ o al periodo minimo di contratto.
Cosa stiamo accettando con tutte quelle firme?
Quando si sottoscrive un contratto vengono chieste molte firme. Ma cosa si sta accettando sia in termini di privacy (alcuni consensi sono obbligatori per gestire il contratto, altri no) sia in termini di servizi?
In alcuni casi, questi ultimi potrebbero essere a pagamento e non inclusi nella tariffa. Uno per tutti: la segreteria telefonica.
Un’altra scelta da valutare è quella fra SIM ricaricabile o abbonamento. Con la prima si paga solo ciò che “si usa”, ma si paga in anticipo rischiando di trovarsi senza credito, mentre l’abbonamento garantisce minuti/Giga/SMS illimitati e comodità (pagamento automatico) a costi fissi.
Rete e ricezione: e se in casa poi “non prende”?
Le tariffe telefoniche si compongono solitamente di alcuni elementi: minuti di conversazione, SMS, traffico dati (Giga), tecnologia di connessione (normalmente 4G o 5G).
Prima di scegliere è importante capire quali sono le nostre necessità, così da valutare correttamente l’offerta. Se usiamo il telefono anche all’estero o verso numeri esteri verificare che la tariffa lo consenta senza costi astronomici. Fuori dai confini nazionali l’offerta potrebbe essere limitata, con minuti di chiamate e traffico dati inferiori rispetto a quello previsti l’Italia.
Quanto alla copertura di rete, se in città e nelle aree metropolitane la copertura telefonica dei diversi operatori è perfetta quasi ovunque, in alcune zone meno centrali non è così.
Perciò, prima di sottoscrivere il contratto per cambiare fornitore controllare che la ricezione nella nostra zona di maggiore uso sia buona.