Le aziende che mirano a esplorare nuovi mercati e opportunità di sviluppo devono ridare priorità a viaggi d’affari più efficienti, una sfida sempre più complessa che deve conciliarsi con le esigenze dei dipendenti, le policy interne e gli sviluppi tecnologici. Questi ultimi consentono di tenere testa agli imprevisti, uno dei principali ostacoli per i travel manager: il 78% dei viaggiatori business italiani ha dovuto fare cambiamenti all’itinerario di viaggio all’ultimo minuto, tanto che il 71% preferisce aggiungere sin dalla pianificazione tempo extra per gestire le possibili interruzioni di viaggio.
Questi sono alcuni dei dati principali del nuovo SAP Concur Global Business Travel Survey, che ha coinvolto 3.750 viaggiatori e 600 travel manager in tutto il mondo, Italia inclusa, ed è stato presentato in occasione della terza edizione del SAP Concur Day Italia.
Imprevisti… prevedibili
Il 78% dei viaggiatori business italiani ha dovuto fare cambiamenti last minute nel corso dell’ultimo anno a causa di ritardi imprevisti, cancellazioni o necessità di cambiare percorso. Per contrastare i cambiamenti imprevisti, il 71% preferisce aggiungere tempo extra all’inizio o alla fine del viaggio, o in entrambi i casi. Questa frustrazione ciclica scoraggia i viaggi d’affari.
La questione sicurezza
I viaggiatori d’affari italiani elencano vari problemi relativi alla sicurezza (45%) e preoccupazioni legate alle turbolenze politiche o sociali (39%) tra i motivi più comuni per rifiutare un viaggio d’affari. Molti travel manager sperimentano fenomeni di burn-out a causa dei numerosi fattori da considerare nella pianificazione dei viaggi. Un terzo del campione si sente chiamato a svolgere un ruolo più strategico senza aver ricevuto formazione adeguata.
Sostenibilità e costi, un compromesso difficile
Il 12% degli italiani è incline a rifiutare un viaggio d’affari a causa dell’impatto ambientale o dell’impossibilità di scegliere alternative sostenibili, mentre il 24% afferma che la propria azienda ha ridotto le spese per opzioni di viaggio sostenibili negli ultimi 12 mesi. Oltre un terzo dei travel manager affronta difficoltà nel proporre opzioni sostenibili senza un budget adeguato.
Viaggi d’affari? sì, ma non per tutti
In Italia, il 61% dei viaggiatori d’affari afferma che viaggiare è fondamentale per la loro crescita professionale, ma la stessa percentuale dichiara di non avere le stesse opportunità di viaggio rispetto ai colleghi. Le ragioni citate includono il livello di anzianità (15%), l’età (14%) e il genere (6%).
La necessità di soluzioni AI
Quasi il 96% dei viaggiatori d’affari italiani è favorevole all’utilizzo dell’AI per organizzare i viaggi, ma prevale un atteggiamento di “attesa e osservazione”. Solo il 5% si sente a proprio agio nell’utilizzare soluzioni AI. Il 93% dei viaggiatori d’affari desidera un maggiore supporto aziendale per sentirsi sicuro nell’usare l’AI, compresa la protezione dei dati e la gestione dei bias.
I leader aziendali potrebbero adottare soluzioni AI per semplificare flussi di lavoro come la gestione delle spese o le raccomandazioni per cancellazioni e riprenotazioni. Tuttavia, l’introduzione dell’AI in azienda richiede competenze adeguate e partner in grado di implementare le giuste soluzioni.
C’è ancora spazio per il bleisure?
Il SAP Concur Global Business Travel Survey evidenzia che molti dipendenti rifiutano viaggi d’affari non conciliabili con i loro impegni personali. Il fenomeno del “bleisure”, che combina lavoro e piacere, è in crescita tra i professionisti, ma le misure di contenimento dei costi minacciano questo equilibrio. Le preoccupazioni relative ai costi e alla sostenibilità possono limitare la flessibilità dei dipendenti.