Secondo i dati più recenti, aggiornati al 10 novembre ed elaborati da Unioncamere sulla composizione negoziata sono 423 le istanze con esito positivo presentate dalle aziende e che hanno coinvolto 23mila dipendenti complessivi.
In totale, le istanze di composizione negoziata sono oltre 3.600, 1.800 in più dello scorso anno, 2.043 quelle archiviate (di cui 210 rifiutate e appunto 423 con esito positivo), e 320 i giorni necessari ad accompagnare le aziende in un percorso di risanamento e di soluzione della crisi.
La composizione negoziata, introdotta per consentire il risanamento di aziende in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, dal 2025 è infatti il principale strumento di soluzione della crisi di impresa.
Raddoppiano i casi di successo
L’attrattività di questo strumento stragiudiziale si deve a una serie di vantaggi, tra cui il carattere stragiudiziale e volontario, le tempistiche brevi stabilite per legge, le trattative riservate tra debitore e creditore, i costi contenuti e la salvaguardia della continuità aziendale, la gestione diretta dell’impresa e l’accesso alle misure protettive del patrimonio.
Nel 2025, oltre ad aumentare sensibilmente il numero delle istanze presentate sono raddoppiati i casi di successo e il tasso di successo, in media del 20%, ha raggiunto il 25% nell’ultimo trimestre 2025. Le istanze attualmente in gestione presso i vari esperti incaricati sul territorio nazionale sono 1.230.
Uno strumento poco attrattivo ed efficace per le piccole imprese
La maggior parte delle istanze ci concentra nel Nord Italia (53%), con Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto che insieme superano il 50% del totale.
Delle 3.483 imprese che hanno avuto accesso allo strumento, solo il 4% appartiene alla categoria di imprese con ricavi minori di 200mila euro, attivo patrimoniale inferiore a 300mila euro. debiti inferiori a 500mila euro. Questo dimostra come la composizione negoziata continui a rilevarsi poco attrattiva e anche poco efficace per le piccole imprese. Il tasso di successo in questo caso è pari solo al 9%.
Le analisi condotte confermano che uno dei principali elementi di forza della composizione negoziata è rappresentato dalle tempistiche di svolgimento della procedura che sono più rapide e contenute rispetto a quelle giudiziali delle procedure concorsuali.
Manifattura, commercio, costruzioni i settori più rappresentati
Le tempistiche necessarie per giungere a una chiusura favorevole della composizione negoziata sono mediamente di 320 giorni. Nei casi di esito sfavorevole la durata media è di 207 giorni.
I settori economici più rappresentati sono le attività manifatturiere (22,6%), il commercio all’ingrosso e al dettaglio (20,8%) e le costruzioni (15,2%).
Il numero di addetti convolti nei processi di risanamento è di oltre 22.800, il valore medio di addetti per impresa è 70 e, nelle classi dai 10 addetti in su, si concentra oltre il 59% delle imprese, di cui il 16% presenta un numero di addetti superiore a 100.
Il valore medio della produzione delle imprese considerate, invece, è di circa 16 milioni di euro.