Lavoro, nel 2021 + 29% offerte pubblicate e oltre 3 milioni di ricerche

Sono oltre 450.000 le offerte di lavoro pubblicate dalle aziende italiane nei dodici mesi del 2021 sulla piattaforma per la ricerca di lavoro online InfoJobs, un dato che corrisponde al +29% anno su anno.
L’incremento è generalizzato in tutta Italia e nessuna regione ha registrato flessioni negative rispetto al 2020. Nonostante un panorama economico-sociale che in due anni, ha visto l’avvicendarsi di situazioni critiche come conseguenza dell’emergenza sanitaria, il 2021 sembra quindi chiudersi positivamente per il mercato del lavoro.

Un’espressione di capacità e intraprendenza da parte di aziende e candidati

L’Osservatorio sul Mercato del Lavoro 2021 di InfoJobs, analizzando le offerte di lavoro pubblicate sulla piattaforma e le ricerche attive da parte delle aziende, conferma quanto già evidenziato nel primo semestre dell’anno 2021. 
“Vogliamo interpretare questo risultato come l’espressione di capacità, caparbietà e intraprendenza sia da parte delle aziende che da parte dei candidati, che mai hanno smesso di credere nella ripresa del mercato del lavoro – commenta Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs -. Pur entrando in un 2022 che si preannuncia ancora difficile e soprattutto incerto, permane il nostro compito di facilitare l’incontro tra aziende e candidati, che sono oltre 6,5 milioni, mettendo la nostra expertise digitale al servizio dei bisogni del Paese reale”.

La top 5 delle regioni più attive per numero di offerte

In cima alla classifica delle regioni che spiccano per offerte di lavoro si conferma per il quinto anno consecutivo la Lombardia, con il 31,5% del totale nazionale delle offerte pubblicate dalle aziende su InfoJobs. Al secondo posto si posiziona l’Emilia-Romagna (17,2%), al terzo posto il Veneto (14,2%), seguito dal Piemonte al quarto posto (9%), e al quinto la Toscana (6%). Quanto alle province, le evidenze di InfoJobs riconfermano al primo posto della classifica Milano come provincia più attiva, nella quale si concentra il 12,2% delle offerte.

A Reggio Emilia +55% rispetto al 2020

Nelle posizioni a seguire, la classifica presenta un leggero dinamismo rispetto al 2020, con province a pari merito. Roma e Torino sono entrambe al secondo posto con il 4,6% delle offerte, Bergamo e Bologna, che sale di una posizione rispetto al 2020, insieme al terzo posto con il 4,2%, mentre al quarto posto Brescia (4,1%), e ancora un pari merito in chiusura della top 5 con l’ingresso di Verona e Modena (3,2%). Il rinnovamento del mercato del lavoro impatta anche altre province. Nella top 10 spiccano per un ingente incremento in termini di offerte rispetto all’anno precedente Firenze, al nono posto, con il +27%, e Reggio Emilia, al decimo posto, che nel 2021 registra un +55%.

Internet, tutti sul web da smartphone e tablet

Tutti appassionatamente sul web, sempre e comunque. Tanto che con 44,3 milioni di utenti unici mensili in media nel 2021 la total digital audience ha raggiunto il 74,5% della popolazione dai 2 anni in su (+2,2% rispetto alla media del 2020). Lo riferiscono i nuovi dati Audiweb Database, prodotti con il sistema di rilevazione Audiweb 2021, riferiti a dicembre 2021.

Smartphone e tablet i device più utilizzati

La fruizione da Mobile (Smartphone e/o Tablet) ha raggiunto un livello di concentrazione dell’89,8% della popolazione di 18-74 anni, con 39,1 milioni di individui che si sono collegati mensilmente in media nel 2021 da questi device. Rispetto al 2020 la fruizione di internet nel giorno medio ha registrato un incremento dell’8,2%, con un uso nel quotidiano ancora in crescita tramite Mobile che raggiunge il 77,5% della popolazione tra i 18 e i 74 anni (+12,8%) e di quasi il 90% nel mese medio. Nel 2021 l’andamento dell’audience online nel giorno medio tra i diversi mesi dell’anno riprende la forma a cui eravamo abituati, dopo l’anno dell’esplosione della pandemia Covid 19 in cui l’andamento era stato completamente stravolto. Ritroviamo, infatti, lievi cali nella frequenza di fruizione in corrispondenza dei mesi estivi o di intervalli legati a particolari festività e picchi di audience nei momenti di ritorno alla normalità, ad esempio dopo le vacanze estive o in periodi con eventi di particolare rilievo.

Le cinque categorie di siti e app giù frequentate on line

Interessante è anche scoprire quali siano le prime cinque categorie di siti e applicazioni mobile più visitate nel 2021. Tra questi, infatti, i più visitati in media mensilmente nel 2021 troviamo le categorie che raggruppano i motori di ricerca (Search) con 41,5 milioni utenti unici mensili, i servizi e strumenti online (Internet Tools / Web Services) con 39,6 milioni di utenti unici in media, le piattaforme e siti di video e cinema (Video / Movies) con 38,8 milioni di utenti unici, i portali generalisti (General Interest Portals & Communities) con 38,6 milioni di utenti, i Social Network (Member Communities) con 38,5 milioni di utenti, le testate di informazione online (Current Events & Global News) con 38,1 milioni di utenti. Presentano elevati valori di audience media mensile anche le categorie che raggruppano i siti e le piattaforme di e-commerce di largo consumo (Mass Merchandiser) con 32,2 milioni di utenti unici in media nel 2021, i siti governativi (Government) con 30,1 milioni di utenti e i siti dedicati alla salute e al benessere (Health, Fitness & Nutrition) con 29,9 milioni di utenti.

Smart Home, il mercato riprende a correre: nel 2021 +29%

Nel 2021 il mercato della Smart Home ha ripreso a correre, registrando una crescita del 29% rispetto al 2020 e raggiungendo quota 650 milioni di euro. Gli elettrodomestici guidano il mercato, con una quota pari al 21% e un tasso di crescita del 35%, grazie a un progressivo ampliamento dell’offerta e al boom di alcune tipologie di piccoli elettrodomestici, come robot aspirapolvere e purificatori d’aria. Gli smart speaker però dominano il mercato (20%, +25%), con gli acquisti orientati sempre più verso dispositivi dotati di display, che corrispondono al 25% degli speaker venduti nel 2021. Rimane però molto da fare per abilitare una vera integrazione con la Smart Home. In Italia solo l’11% dei possessori di smart speaker li utilizza per gestire altri oggetti smart in casa. Sono alcuni risultati della ricerca sulla Smart Home di BVA Doxa, condotta per l’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano.

Sicurezza e climatizzazione 

In ripresa le soluzioni per la sicurezza (19%, +20%) che però non permette di colmare il gap rispetto al 2019. Si tratta di un mercato trainato da soluzioni hardware (videocamere, sensori per porte/finestre e serrature connesse), anche se si osservano sempre più offerte legate ad abbonamenti per fare chiamate automatiche di emergenza o attivare servizi di pronto intervento in caso di allarme. Caldaie, termostati e condizionatori connessi rappresentano invece il 17% del mercato, per una crescita del +45% rispetto al 2019 favorita da Superbonus ed Ecobonus, e dalla possibilità di ottenere benefici nel risparmio energetico e comfort. La rimanente quota è costituita da casse audio, lampadine, smart plug e dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto.

I canali di vendita

Nel 2021 gli eRetailer hanno continuato a cavalcare la forte spinta agli acquisti online (+25%) raggiungendo il 35% del mercato, mentre i retailer multicanale e la filiera tradizionale hanno visto una crescita addirittura del +45%. I retailer multicanale hanno aumentato il valore di fatturato del +29%, grazie al ritorno dei clienti nei negozi e al crescente interesse verso la possibilità di gestire da remoto dispositivi ed elettrodomestici connessi. Anche la filiera tradizionale ha osservato una forte crescita (+40%), dovuta soprattutto alla spinta data dagli incentivi statali.

I consumatori

Gli italiani sono sempre più interessati all’acquisto di oggetti smart per la casa, e quasi la metà di loro possiede almeno un oggetto smart. Nel 2021 il 46% delle persone possiede almeno un dispositivo connesso (+3% rispetto al 2020), in particolare tra i 18 e i 34 anni (63%) e tra coloro che hanno una maggiore familiarità con le tecnologie (78%). Le motivazioni che spingono all’acquisto? Comfort (38%), sicurezza (22%) e la possibilità di controllare a distanza i dispositivi connessi (14%).
Ma la Smart Home si fa sempre più spazio anche come fenomeno di massa, con la pubblicità in TV come prima fonte di conoscenza (51%), seguita da internet (34%), word-of-mouth (26%) e social network (20%). 

Covid e mobilità, l’impatto sul mercato italiano 

Il 2021 mostra segnali di leggera ripresa per alcuni comparti della Mobility in Italia, ma con la crisi sanitaria il settore è drasticamente cambiato. A soffrire di più è il comparto della mobilità a medio-lungo raggio, strettamente legata ai viaggi di piacere e di lavoro. A trainare la crescita i canali online, che fanno spazio all’utilizzo di strumenti di pagamento digitali e innovativi.

La volontà di ridurre al minimo i contatti ha infatti anche cambiato le abitudini di acquisto, facendo spazio all’adozione di strumenti di pagamento digitali anche in comparti tradizionalmente legati all’uso del contante. Tra tutti quello dei taxi, che nel 2021 vede una crescita dell’uso di carte per i pagamenti del 10% rispetto al 2019.
Queste alcune delle evidenze emerse dagli Osservatori Innovative Payments e Innovazione Digitale nel Turismo della School of Management del Politecnico di Milano. 

Il comparto più colpito è il trasporto aereo 

Il comparto del trasporto aereo è quello maggiormente colpito dalla pandemia. I 14,5 miliardi di euro del 2019 sono calati a 4,5 nel 2020, per tornare a salire a circa 6 miliardi nel 2021. Il valore del mercato degli autobus a medio-lungo raggio invece è calato del 61% nel 2020, e se nel 2021 la situazione ha visto una timida crescita (2%), è dovuta soprattutto all’aumento dei prezzi.

Anche il mercato del trasporto ferroviario ha subito quasi un dimezzamento nel 2020. Nel 2021 ha registrato una ripresa (+26%) trainata in particolare dal canale online, che ha quasi raggiunto quello offline (49% contro 51%). Quanto al mercato dei traghetti, ha subito in maniera più leggera lo scotto della pandemia, recuperando nei mesi estivi del 2021 quanto aveva perso nel 2020.

Rallenta la mobilità urbana

La mobilità urbana, che rappresenta la quota più piccola della Mobility in Italia, nel 2020 ha subito un rallentamento. In particolare, il trasporto su taxi (-60%), che però nel 2021 ha recuperato portandosi a circa due terzi del 2019. Quanto al Trasporto Pubblico Locale, che partiva da un valore di 3,9 miliardi, nel 2021 si ferma poco sotto i due terzi dei valori pre-pandemia.
Al contrario, la pandemia ha favorito anche nel 2021 l’utilizzo del mezzo privato, con risultati meno negativi per l’intero comparto, dai pedaggi autostradali (-22%), alla sosta su strisce blu (-35%), o in struttura e ZTL.

Il canale online cresce per l’autobus a medio-lungo raggio

Il contante si conferma anche nella Mobility lo strumento preferito dai consumatori, soprattutto per il pagamento dei servizi di breve percorrenza e per il pagamento della sosta, caratterizzati da scontrini medi ridotti e da un’esperienza di acquisto che avviene tipicamente nel canale offline, ossia in prossimità della cassa. Un esempio è il mercato della sosta su strada negli stalli strisce blu, dove la quasi totalità dei pagamenti avviene in contanti (91% del transato nel 2020). Fanno eccezione i trasporti a lunga percorrenza, caratterizzati da scontrini medi più elevati e da un canale online più sviluppato. Un esempio è il mercato dell’autobus a medio-lungo raggio, dove le carte e i wallet valgono il 71% del transato nel 2021, e il 56% dei pagamenti viene effettuato online.

Imparare a vivere al meglio il lavoro ibrido

Secondo Silvia Martinelli, regional manager & international projects manager di Cegos Italia, “L’hybrid working sta diventando di uso comune, nonostante la tendenza rimanga orientata prevalentemente verso una modalità ‘remote-first’, anche a seguito della recente impennata di contagi”. Come trovare quindi un nuovo equilibrio tra il lavoro da remoto e quello in presenza? Che sia per due/tre giorni la settimana o meno, ciò che conta a livello organizzativo e personale è vivere al meglio questo nuovo contesto ibrido, promuovendo gli aspetti positivi di entrambe le modalità e prevenendo le difficoltà e i rischi che comportano.
Per questo motivo gli studi internazionali Cegos hanno individuato 8 pratiche con relative competenze da sviluppare, adatte a manager e dipendenti. Si tratta di competenze individuali e collettive che ogni lavoratore e azienda dovrà coltivare, collaborando nella creazione di un ambiente di lavoro, che anche se hybrid, dovrà essere sempre più inclusivo e responsabile.

Da Working from anywhere a Get fit, mantenere in forma corpo e mente

“È evidente – aggiunge Silvia Martinelli – che questo nuovo approccio ‘ibrido’ sottolinea ancor più l’importanza del rispetto dell’equità e la salvaguardia della cultura aziendale”.
In dettaglio, le 8 pratiche individuate da Cegos sono ‘Working from anywhere. Crea la tua working area’, ‘Proximity. Resta connesso’, ‘Time management. Pianifica in anticipo le attività principali’, ‘Workload Management. Concentrati per gestire al meglio il lavoro’, ‘Positive thinking. Attiva un atteggiamento positivo’, ‘Become influencer. Fai crescere la tua area di influenza’, ‘Free Thinking. Potenzia la tua creatività’, e ‘Get fit. Mantieni in forma corpo e mente’.

Sviluppo delle competenze e trasformazione digitale

D’altronde, il Cegos observatory barometer 2021 ha rilevato l’incremento generalizzato dell’utilizzo della formazione online a seguito dell’emergenza sanitaria, e confermato che le competenze da padroneggiare in via prioritaria sono remote management, comunicazione digitale e capacità di adattamento. 
Lo sviluppo delle competenze è infatti la chiave per fronteggiare la trasformazione digitale secondo 9 responsabili delle risorse umane su 10. Allo stesso modo, il 94% dei dipendenti, sempre più sensibili e attenti dopo quasi due anni di pandemia, si dichiara pronto a seguire autonomamente percorsi formativi per adattarsi ai cambiamenti su ruoli e competenze. 

Supporto ai dipendenti e formazione

“Chi lavora da remoto – spiega Silvia Martinelli – qualora non correttamente supportato, corre il rischio di rimanere ai margini dell’organizzazione. Diventa cruciale, quindi, che qualsiasi modello applicato non venga lasciato all’improvvisazione e che tutti i dipendenti siano messi in condizione di procedere allineati verso un unico obiettivo, ne siano ispirati nelle loro azioni quotidiane e siano supportati in ogni aspetto delle attività. In questo scenario la formazione rappresenta un cambio di mindset considerevole: oggi apprendere è fondamentale non per mettere da parte nozioni che potrebbero servire in futuro ma, al contrario, per testarle e applicarle immediatamente”.

Sostenibilità: le donne sono più attente degli uomini

A confermarlo è lo studio Efficienza energetica e comportamenti individuali e comunitari in Italia: sono le donne a essere più virtuose rispetto agli uomini in fatto di sostenibilità. Lo studio, condotto dal dipartimento Psicologia Sociale dell’Università Statale di Milano e dal dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’Enea, evidenzia come oltre alle donne, a essere più attenti al tema della sostenibilità, sono i giovani più degli anziani, e chi vive in un condominio rispetto a chi vive in abitazioni singole. In particolare, l’analisi ha indagato quali sono i meccanismi psicologici che spingono ad attuare comportamenti efficaci nei consumi domestici da parte degli italiani. Comportamenti che possono aiutare a migliorare le politiche energetiche.

La percezione di efficacia delle proprie azioni individuali

Lo studio è stato condotto su un campione di famiglie in Lombardia, di cui sono stati esaminati azioni e interventi messi in atto negli ultimi cinque anni per ridurre la propria bolletta energetica, nell’ambito della campagna nazionale sull’efficienza energetica Italia in Classe A, promossa dal ministero della Transizione ecologica. E secondo lo studio la sostenibilità abita più nel gentil sesso, che a quanto pare ha una maggiore percezione di efficacia delle proprie azioni individuali. Il genere maschile invece è più scettico sul reale impatto dei comportamenti del singolo sul sistema sociale nel complesso. Le donne, ad esempio, indossano abiti più pesanti in inverno e utilizzano i grandi elettrodomestici a pieno carico convinte di ridurre i consumi energetici.

In un nucleo familiare spesso convivono diverse subculture energetiche

Lo studio evidenzia inoltre come all’interno di un unico nucleo familiare spesso convivano diverse subculture energetiche, derivanti da variabili come genere, età, tipologia di abitazione e impegno sui temi della sostenibilità. Gli anziani sono sensibili al risparmio di elettricità e acqua per finalità economiche, mentre i più giovani lo sono per un approccio più ideologizzato, con una maggiore cultura della sostenibilità, più aperta al cambiamento. Quanto alla mobilità sostenibile, riporta Ansa, è centrale per i dipendenti part-time, lo sharing (condivisione di servizi) e il risparmio energetico per i lavoratori autonomi, mentre la condivisione dei servizi è importante per i lavoratori dipendenti full-time.

Gli italiani sono tra i più consapevoli per consumi e scelte d’acquisto

Gli italiani in generale sono, comunque, tra i più sostenibili in Europa per scelte d’acquisto e consapevolezza sui consumi. Un sondaggio del Gruppo Bsh (azienda mondiale nel settore degli elettrodomestici) ha evidenziato come 9 italiani su 10 si informano sulle caratteristiche di sostenibilità prima e durante l’acquisto di un grande elettrodomestico soprattutto attraverso l’etichetta energetica del prodotto (60%). Ma anche attraverso la consulenza di un commesso (56%) o i siti di confronto online (53%). La sostenibilità influenza le decisioni di consumo di più di tre quarti degli italiani, collocando l’Italia al secondo posto in Europa dopo la Spagna.

Inflazione e rincari, le aspettative dei consumatori

I rincari sui prezzi dell’energia e la ripresa economica a livello globale iniziano a farsi sentire sui costi di diversi prodotti e servizi. La carenza di molte materie prime e l’inflazione hanno spinto in alto i prezzi delle bollette, e di conseguenza, anche di alimentari, beni primari e servizi di base, trainando il rialzo su tutti i settori. L’ultimo sondaggio Ipsos, condotto in 30 Paesi, ha indagato la percezione degli intervistati in merito ai prezzi di beni e servizi, e le aspettative in relazione alle spese familiari per i prossimi tre mesi. E un dato appare subito chiaro: due terzi degli intervistati dichiarano di aver pagato di più per trasporti (70%), cibi e bevande (70%), utenze e bollette (66%), rispetto a sei mesi fa. Circa la metà del campione riferisce anche un aumento dei costi di abbigliamento e calzature (55%), affitti e spese di manutenzione (51%), assistenza medica e sanitaria (51%) e intrattenimento (49%).

La percezione dei rincari

Una percezione dei rincari molto alta si rileva soprattutto nei Paesi dell’America Latina, guidati dall’Argentina, di cui il 79% del campione riferisce un incremento dei prezzi. Ma anche nei paesi dell’Europa dell’est, come Russia (74%), Polonia (73%) e Ungheria (66%), o ancora in altre nazioni come la Turchia (75%) e il Sudafrica (73%) si evidenzia la medesima apprensione. In ogni caso, i consumatori con la maggiore percezione di prezzi più alti sono i più anziani e chi ha un reddito maggiore.

Nei prossimi tre mesi le spese aumenteranno?

Ipsos ha indagato anche le aspettative dei consumatori in relazione ai cambiamenti delle spese totali delle famiglie nei prossimi tre mesi, escluse quelle per le vacanze. E a livello internazionale, in media, il 42% afferma che le spese aumenteranno. In particolare, secondo il 12% aumenteranno molto e secondo il 30% poco, mentre per il 41% non cambieranno e per il 17% diminuiranno. In questo caso, l’incremento viene percepito maggiormente dai consumatori più giovani e con reddito più alto. Soprattutto in Romania (62%), Argentina (61%) e Sudafrica (56%).

Gli italiani e l’aumento dei prezzi

Per quanto riguarda l’Italia, in media, il 54% degli italiani ha percepito un aumento dei prezzi rispetto a sei mesi fa, soprattutto sui trasporti (73%), gli alimentari (62%), le utenze (73%), l’abbigliamento (49%), gli affitti e le manutenzioni (39%), le spese mediche (40%) e l’intrattenimento (42%). Per quanto riguarda le spese familiari nei prossimi tre mesi, solo il 27% degli italiani pensa che aumenteranno, mentre per il 58% resteranno stabili e per il 14% si ridurranno. Un dato in controtendenza e secondo solo al Giappone, il Paese che si aspetta meno rincari (16%) per la spesa familiare.

Telefonia: 8 chiamate su 10 sono indesiderate


Tellows.it è la piattaforma di protezione dei consumatori, e ha analizzato le chiamate assegnate dai propri utenti agli operatori di telefonia. In particolare, la piattaforma ha preso in esame i dati dell’ultimo anno di quasi 600 numeri telefonici attribuiti ai vari gestori di telefonia, come TIM, WindTre, Vodafone, Iliad e altri, per oltre 19mila valutazioni. E il risultato ha mostrato che 8 chiamate su 10 vengono considerate indesiderate. Gli utenti che hanno valutato i numeri di telefono su tellows hanno riportato principalmente 3 motivazioni di chiamata da parte dell’operatore: il 12% delle chiamate ricevute riguarda il servizio clienti, il 5% l’assistenza tecnica e oltre l’80% sono a scopo commerciale. Ovviamente nelle chiamate commerciali rientrano anche le telefonate operate da agenzie che agiscono per conto dei provider telefonici, oppure da soggetti truffaldini. Per questo motivo le chiamate a scopo commerciale sono quelle percepite in maniera più negativa dagli utenti.

Due numeri su 10 sono stati classificati come truffa

Lo studio mostra come sia molto alto il numero di chiamate indesiderate ricevute dagli italiani. L’80% delle chiamate analizzate è stata infatti riportata con un punteggio negativo, quindi da considerarsi come indesiderata. Inoltre, lo studio ha rivelato che tra i numeri segnalati con punteggio negativo, 2 su 10 sono stati classificati come truffa. Tellows ha esaminato questi numeri e ha elencato le truffe telefoniche più comuni. E di fatto, le truffe maggiormente riportate dagli utenti tellows sono la truffa degli aumenti in bolletta, la truffa sulla verifica dei dati, la truffa del sì e la truffa dei numeri a sovrapprezzo.

Le truffe più comuni

Nel caso della truffa degli aumenti in bolletta, chi chiama si finge un dipendente della compagnia telefonica e annuncia un imminente aumento della tariffa, proponendo di cambiare contratto con la promessa di avere dei vantaggi economici, ma in realtà il prezzo pagato con il nuovo contratto sarà maggiore. Nel caso della truffa della verifica dei dati e quella del sì, il truffatore cerca di ottenere dati sensibili, oppure di registrare un sì, per poi utilizzarli e attivare un nuovo contratto. La truffa dei numeri a sovrapprezzo invece, viene attuata mediante sms. Gli utenti ricevono un messaggio che li invita a richiamare il numero telefonico per ascoltare un messaggio in segreteria. Il numero da chiamare è però un numero a tariffazione speciale, ossia un 899 o 893. Se l’utente chiama il numero, il credito viene azzerato.

Come difendersi dalle chiamate sospette

I consigli per difendersi dalle chiamate sospette sono diversi. Ad esempio, è molto importante non fornire all’operatore dati personali o della bolletta, a meno che non si abbia la certezza che stia chiamando da un numero ufficiale. Per verificare l’affidabilità di un numero, tellows mette a disposizione diversi strumenti, come un sito web dove è possibile leggere le valutazioni scritte dagli altri utenti e lasciare il proprio contributo. Tramite l’app mobile tellows, invece, è anche possibile identificare e bloccare le chiamate indesiderate prima che il telefono squilli.

Mercato immobiliare, nel 2021 si conferma la ripresa

Il mercato immobiliare italiano è in buona salute, e nel 2021 conferma la ripresa cominciata da più un anno restituendo segnali di ottimismo. A quanto emerge dal 3° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2021 di Nomisma, la spinta all’acquisto immobiliare da parte degli italiani è legata soprattutto all’intenzione di migliorare la propria condizione abitativa, ed è determinata soprattutto dalla capacità di rilancio dell’economia italiana, a sua volta favorita anche dalle risorse del PNRR. Tuttavia, secondo l’analisi di Nomisma, per valutare correttamente la capacità di resistenza e ripresa dimostrate dal mercato sarà necessario aspettare che lo scenario si normalizzi. Solo con il tempo, infatti, sarà possibile capire se questa crescita è destinata a proseguire oppure a ridimensionarsi.

I mercati di provincia contribuiscono in maniera significativa alla crescita

Di fatto, sono oltre 3,3 milioni i nuclei familiari che hanno deciso di intraprendere la ricerca di una nuova abitazione, e l’intento è principalmente la sostituzione della prima casa.  In particolare, confrontando il primo semestre 2021 con il primo semestre 2019 il mercato delle compravendite è cresciuto del 23,6%, e i mercati di provincia hanno contribuito in maniera significativa a questo incremento. Una tendenza nata soprattutto nel periodo di lockdown, durante il quale molti italiani hanno maturato e rafforzato alcune esigenze, come una maggiore segmentazione degli spazi e l’implementazione di soluzioni tecnologiche all’interno dell’ambiente domestico. Inoltre, la pandemia ha rimesso al centro il tema della qualità dell’abitare (più spazio, salubrità, connettività e minori costi energetici), tendenza che in parte si è riflessa nello spostamento della domanda verso localizzazioni suburbane.

L’andamento positivo si deve al credito degli istituti bancari

L’andamento positivo del mercato, tuttavia, non è dovuto a un aumento del potere d’acquisto degli italiani, come si evince dalla dipendenza da mutuo di molti nuclei familiari, ma dal credito degli istituti bancari, senza il qual una parte significativa della domanda non potrebbe essere soddisfatta.
È infatti proprio nell’atteggiamento accomodante delle istituzioni finanziarie che secondo Nomisma vanno ricercate le ragioni di un rimbalzo tanto repentino quanto consistente del settore. Inoltre, i temi della riqualificazione energetica degli immobili, come il Superbonus, e il supporto agli under 35 per i mutui prima casa rappresentano due aspetti fondamentali per la ripresa del mercato immobiliare.

Domanda di locazione e prezzi degli immobili

Quanto alla domanda di locazione nel 2021 non ha recuperato i livelli pre-pandemia, ma rispetto al primo semestre dell’anno è aumentata mediamente del 3,5%.  In ogni caso, l’evoluzione dei prezzi degli immobili in ambito residenziale ha beneficiato dell’intensificarsi della domanda abitativa. In questo settore, su base annua, la variazione media dei prezzi è pari a +1,6%, con differenze, anche notevoli, sui vari mercati. Si va infatti dal +4,1% registrato da Milano al -1,2% di Palermo. I tempi medi di assorbimento degli immobili in vendita cambiano però in base alla tipologia: in media sono necessari 5,5 mesi per le abitazioni e 9 mesi per uffici e negozi. 

Ambiente cucina, come è cambiato dopo l’emergenza sanitaria

I lunghi mesi di lockdown e poi di limitazioni ci hanno fatto cambiare profondamente abitudini. Su tutti i fronti: degli acquisti al divertimento, dalle vacanze all’alimentazione, il Covid-19 ha veramente rivoluzionato mode e modi che ci sembravano scontati. E anche la nostra casa ha subito necessariamente questo terremoto. A maggior ragione se si considera che le abitazioni si sono dovute trasformare rapidamente anche in uffici, scuole, palestre, ristoranti… Comunque sia, la pandemia ha fatto mutare la fisionomia della casa. Dalla cucina alla zona studio, sempre più desiderata dagli italiani, anche le scelte progettuali e di arredamenti riflettono il nostro nuovo stile di vita. Senza però dimenticare il comfort e il calore casalingo, che spiega il successo di divani avvolgenti e super comodi.

Coccole ed efficienza

Alcuni di questi cambiamenti sono stati illustrati all’Ansa da Silvia Mugnano, sociologa dell’abitare della Bicocca di Milano, che durante il lockdown ha realizzato on line la ricerca #comerestoacasa. L’esperta ha messo in evidenza come, in questa nuova normalità, la cucina sia sempre più un ‘third place’, un luogo ibrido, e che anche se il 75% del campione non si è sentito stretto in casa, in  moltissimi hanno rimodulato gli spazi, ad esempio acquistando scrivanie e mobili per ricavare un piccolo studio casalingo. Insomma, la cucina è diventata il fulcro della casa – anche perchè moltissimi di noi hanno riscoperto il piacere dei fornelli, e questo spiega pure il boom di vendite di elettrodomestici e robot per la preparazione dei cibi. Due sono le tendenze principali nel “nuovo” ambiente cucina: come dice l’architetta e designer d’interni Francesca Venturoni, “Le cucine non devono sembrare cucine”, bensì devono assomigliare a un complemento di arredo come un altro. Abolite perciò le cappe e tradizionali pensili a favore di mobili meglio se sollevati da piedini, così da sembrare delle consolle, e sì anche ai sistemi a scomparsa, che attraverso delle ante permettono di chiudere lo spazio cucina, come se fosse un armadio, facendolo diventare parte del soggiorno. D’altro canto, si fa strada anche un altro trend in decisa controtendenza: la cucina è la protagonista assoluta dello spazio, con colori accesi, conviviali, pensili a giorno, ritorno dell’isola con tavoli lunghi di legno collegati direttamente al piano di lavoro, con attrezzature semi professionali in modo tale da poter lavorare e cucinare.

Sì al cibo sano

I cambiamenti riguardano anche il nostro approccio alla nutrizione e al fare la spesa. Lo spiega ancora Silvia Mugnano: “Siamo diventati consapevoli della centralità della nutrizione per motivi di salute  e vogliamo mangiare bene anche fuori casa, ecco così che il rapporto cibo/lavoro sta cambiando moltissimo: avere con noi borraccia e bento box ossia le confezioni ermetiche con dentro i nostri pranzi è entrata nella nuova normalità, inoltre siamo più consapevoli degli sprechi alimentari e dunque cuciniamo in casa e sprechiamo di meno. Il prossimo passo è riconquistare con tutto questo l’outdoor: avere spazi attrezzati alla convivialità in cui mangiare insieme ciascuno i propri piatti casalinghi, posso essere piazze e giardini urbani ma anche cortili degli uffici”.