Costruzioni: in Lombardia aumenta il fatturato, ma manca manodopera

Nel 2024 il settore delle costruzioni in Lombardia ha attraversato una fase nel complesso positiva. Nell’ultimo trimestre dell’anno, il 33% delle imprese ha registrato una crescita del fatturato, mentre un ulteriore 43% ha mantenuto stabili i ricavi.
Le aspettative per fine 2025 sono altrettanto ottimistiche: il 45% delle aziende stima un ulteriore incremento, in linea con la media nazionale.

A consolidare questa fiducia, sia il portafoglio ordini, giudicato adeguato dal 62% delle imprese lombarde (contro il 55% a livello nazionale) sia l’aumento dei salari in circa 1 impresa su 4.
Emerge dai dati dell’Osservatorio SAIE sull’andamento del settore delle costruzioni, le opinioni delle imprese di produzione, distribuzione e servizi di edilizia e impianti realizzato in collaborazione con Nomisma.

Carenza di personale qualificato e figure più richieste

Tuttavia, a fronte di questa vitalità economica, emerge il fattore della carenza di forza lavoro qualificata. Una impresa su 2, infatti, prevede nuove assunzioni nel prossimo trimestre, ma fatica a reperire profili adeguati.
Le figure più richieste risultano impiegati e operai non specializzati (entrambi al 42%), seguiti dagli addetti altamente specializzati (26%).

Meno rilevanti, le richieste di manager (5%) e specialisti digitali/BIM (11%), a conferma della polarizzazione tra mansioni operative e competenze ad alto contenuto tecnico.
Il tema della mancanza di personale qualificato non è solo un ostacolo, ma una delle principali sfide percepite dal comparto. Il 54% delle imprese lombarde lo indica come un fattore critico, pari alla forte concorrenza (54%) e alla burocrazia (50%).

Scarsa fiducia nello scenario geopolitico

A ciò si aggiungono le problematiche derivanti dall’incertezza normativa, dal costo delle materie prime e della manodopera.
Mentre il 57% delle imprese mostra un buon livello di fiducia nel proprio business, la prospettiva si fa più cauta sul fronte internazionale, con il 79% che esprime scarsa fiducia nella situazione geopolitica. 
In questo scenario, gli incentivi statali restano un elemento di sostegno importante. 

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio, tra i più apprezzati dalle imprese figurano il Bonus ristrutturazione (33%), il Superbonus 65% (31%) e l’Ecobonus (24%).
Marginale l’impatto del Decreto Salva Casa (2%).

Sì alla direttiva europea Casa Green

Per quanto riguarda il PNRR, le misure ritenute più efficaci dalla filiera sono gli interventi sull’efficientamento e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico (62%), seguiti dagli incentivi per il patrimonio edilizio privato (57%).
Anche i progetti per la rigenerazione urbana e l’edilizia scolastica/universitaria raccolgono riscontri positivi, con il 41% e il 40% delle imprese che ne valutano l’impatto in modo favorevole.

Un’altra iniziativa che genera apprezzamento è quella della nuova direttiva europea Casa Green, che punta ad azzerare le emissioni del patrimonio edilizio entro il 2050. Sei imprese su 10 si dichiarano fiduciose sulla sua efficacia.
Ma quali sono i benefici attesi? Espansione del mercato, valorizzazione del patrimonio immobiliare e sensibile riduzione di consumi energetici ed emissioni di CO₂.